MARTEDI' SANTO - Processione della "Madre Pietà dei Massari"

Frattanto, da circa un secolo, proprio il Mercoledì Santo aveva luogo in città la processione dell'altra Pietà (di fatto sempre una "Sulità"), quella dei "Massari", la cui vara dalle linee neo-classiche, nella parte retrostante espone pure il volto di un Cristo impresso nella panno della Veronica e sorretto sempre da un angelo.
A differenza di quello posto dietro al dipinto della "Madre Pietà del Popolo", il volto di Cristo rispecchia caratteristiche abbastanza comuni (iconograficamente parlando) con l'usuale corona di spine a cingergli soltanto la fronte.
La processione conservava ancora caratteristiche prettamente rionali (riguardava il solo quartiere di Pietra Palazzo) e più che l' intera città riguardava la categoria dei "massari".
Nel 1956, dunque, necessariamente dovette essere anch'essa anticipata di un giorno, finendo così al Martedì, con il ritorno in chiesa, da piazza Lucatelli, non più nella sera di Giovedì ma di Mercoledì.
La lettera datata 27 marzo 1956, che stabiliva le nuove giornate, venne inviata a Padre Gaetano Aina rettore dell'Immacolatella.
Era da lì, infatti, che la processione veniva avviata dal 1913. Dal 1867 al 1912 era uscita dalla chiesa di S. Francesco d'Assisi, dal 1960 al 1978 dalla chiesa del Purgatorio, dal 1979 al 1982 ancora dall'Immacolatella, nel 1986 uscì dalla chiesa di S. Domenico per lavori nella chiesa del Purgatorio dove il dipinto (opera presunta di Narciso Guidone) è attualmente conservato e da dove esce alle 16,00 del Martedì Santo per essere alla fine condotto, a conclusione della processione, in piazza Lucatelli (ex Piano S. Rocco).
Ma usciva alle venti in punto del Mercoledì Santo, la Madonna dei "Massari".
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Alla mezzanotte giungeva in quel Piano S. Rocco dove ancora viene vegliata rimanendo esposta per circa ventiquattro ore nella solita cappella lignea eretta ogni anno nei pressi del vecchio ospedale. Perché questa lunga sosta e perché proprio li? Bè, le origini di questa più recente processione della Settimana Santa trapanese hanno certamente un fascino particolare.
La storia legata alle vicende del dipinto è complessa. Diciamo soltanto che fino al 1934, durante l'anno veniva esso custodito in casa del "massaro" vincitore del gioco così detto del "tocco".
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Subito dopo l'entrata definitiva in chiesa (allora il Giovedì Santo notte), una sorta di conta designava il vincitore che, mettendosi sotto braccio il quadro, veniva accompagnato a casa dagli altri "massari" con le candele accese. L'anno appresso lo andavano a riprendere. Assieme al quadro, ovviamente.
Con le seguenti parole: "perché fosse esposto e venerato per sempre in chiesa", solo il 27 marzo 1934 i consoli Mario Mistretta e Pasquale Cammareri lo consegnavano ufficialmente alla Chiesa, appunto, facendo cessare l'antica consuetudine della privata custodia.
Ma esattamente da questa usanza era nata l'esigenza di rendere la Madonna visibile ai suoi devoti almeno per un giorno o poco più all'anno. Ora, siccome i "massari" avevano numerose proprietà proprio in quell'isolato, la vicina chiesa di S. Rocco era la sede della loro congrega e in piazza Lucatelli festeggiavano il loro santo protettore che è san Cristoforo, ecco allora che nasce un'usanza.
Anzi due.
Perché il 31 marzo 1855, i rappresentanti della Compagnia di S. Annella, che da centotrentadue anni effettuavano la processione della loro Pietà, indirizzavano una lettera di protesta a mons. Ciccolo Rinaldi, vescovo di Trapani, nel tentativo di inibire l'esposizione.
Le cose andarono diversamente.
I "massari", che in città occupavano un rispettabile ruolo sociale, continuarono a condurre lo stesso la loro Pietà in piazza Lucatelli, mentre quelli della Compagnia di S. Annella dovettero fare, come si dice, buon viso a cattivo gioco, optando piuttosto, transitando con la loro immagine da quel luogo, per lo scambio di un cero con i "massari".
In segno di pace, si disse.
E per fortuna la pace continua.
E le due, anzi tre, processioni, naturale preludio a quella del Venerdì Santo, anche.


- Testo a cura del dott. Giovanni Cammareri.
- Foto realizzate dal dott. Beppino Tartaro.


Esprimo i miei più doverosi e sentiti ringraziamento ai carissimi amici Beppino Tartaro e Giovanni Cammareri per avermi concesso di pubblicare il presente materiale documentario e fotografico sulla Settimana Santa di Trapani.