Gruppo 16 - LA FERITA AL COSTATO

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Opera di Domenico Nolfo
Ceto dei Pittori e Decoratori
(in passato affidato anche ai Funai e Canapai)
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Gesù è gia spirato in croce, reclinando il capo. Ai piedi della croce, in un gesto di immenso dolore, sono Maria, Giovanni e Maria Maddalena che con angoscia guardano il centurione trafiggere il costato di Cristo.
La "Ferita al Costato" o, come anticamente detto "La Crocifissione", venne affidato, con atto rogato dal notaio Melchiorre Castiglione il 25 aprile 1620 (corda 9996 - pag. 203 recto - AST Trapani), ai funai (ars cordareorum) e successivamente ai canapai.
Interessante, a riguardo, la ricerca storica di Salvatore Accardi: I Capitoli e il Mistere dei Cordari. Alle due categorie subentrarono nella cura "du mistere cannavara" nel 1966 i pittori ed i decoratori che decisero subito di rifare gli ornamenti argentei.
E' un' opera d'arte perfetta e ricca di sentimento. Gesù crocifisso ha già reclinato il capo nell' abbandono della morte. Maria è con le mani congiunte in un atteggiamento di indicibile dolore, così come sofferta è l' espressione di Giovanni, mentre Maria Maddalena, inginocchiata ai piedi della Croce, guarda con angoscia Longino, il centurione romano, che trafigge con la lancia il costato di Gesù.
Il gruppo rimase gravemente danneggiato dagli eventi bellici del 1943 e venne magistralmente restaurato da Giuseppe Cafiero nel 1947.
Dall' opuscolo edito dall' Ente Provinciale per il Turismo di Trapani in occasione della Processione del 7 aprile 1950 - Testo di Nicola Lamia :
"... La scena, solenne e dolorosa, con cui si conclude la passione del Salvatore, è qui resa in tutta la sua tragica potenza. I personaggi di questo gruppo soffrono, piangono, parlano; e chi li contempla, con animo vibrante e commosso, ha l' impressione che da un momento all'altro essi, debbano davvero animarsi e pronunziare le immortali parole del " Pianto della Madonna " di Jacopone da Todi".
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- Testo a cura del dott. Beppino Tartaro.
- Foto a cura del dott. Francesco Stanzione.






Esprimo i miei più doverosi e sentiti ringraziamento ai carissimi amici Beppino Tartaro e Giovanni Cammareri per avermi concesso di pubblicare il presente materiale documentario e fotografico sulla Settimana Santa di Trapani.