Gruppo 6 - GESU' DINANZI AD HANNA

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Opera di autore ignoto
Ceto dei Fruttivendoli
(in passato affidato ai Crudatori, Conciaroti)
.Dopo il suo arresto, Gesù è condotto dinanzi ad Hanna, suocero di Caifa. Alle sue domande il Nazareno risponde "Perché interroghi me? Interroga quelli che mi hanno udito" ed una delle guardie lo schiaffeggia col guanto ferrato.
Con atto del notaio Francesco Incandela del 26 marzo 1684 (corda 11437 - pag. 503 recto - AST Trapani), il gruppo venne affidato ai "crudatori e conciaroti" che il 15 agosto 1788, con atto redatto dal notaio Adriano Maria Venza barone di Sant' Elia, dismisero l'affidamento del gruppo, concesso il 31 agosto dello stesso anno al ceto dei venditori di fiori e frutta con atto redatto sempre dal notaio Adriano Maria Venza barone di Sant' Elia. La maestranza provvide due anni dopo al rifacimento degli ornamenti argentei, così come si legge dall' atto rogato presso il notaio Domenico De Luca il 23 luglio 1770 (corda 155585 - pag. 83 recto - AST Trapani). L'autore del gruppo è sconosciuto, anche se si discute possa attribuirsi all' opera di Pietro Ancona o Michele Gramignano o alla scuola del Milanti.
Il gruppo fu gravemente danneggiato dalle bombe che nel 1943 colpirono la chiesa di San Michele. Incaricato del restauro fu il Prof. Domenico Li Muli. Nel 1951 ritornò in processione ma ci si accorse che alcune statue risultavano fragili nei sostegni e ad occuparsi di tale intervento furono il Sig. Morini esperto riparatore di pupi siciliani e tal " Mastro Teo ".
La statua del Cristo, la cui espressione realisticamente esprime dolore e consapevolezza, venne rifatta nel '900 da Antonio Giuffrida e riutilizzata da Domenico Li Muli nella ricostruzione del gruppo. Solenne e austera è la figura di Hanna, mentre ricca di scherno è la statua del servo che presenta Gesù al pontefice. Relativamente al soldato che si accinge a schiaffeggiare Gesù (da notare la preziosa corazza argentea che insieme al balcone dell' Ecce Homo e alla Croce del Calvario è da annoverarsi tra i capolavori artistici dell' intera collezione e che fece la sua comparsa in processione dal 1932) è riconducibile la credenza popolare trapanese che, sfruttando la poca dinamicità della rappresentazione, narra che il soldato Malco, in dialetto detto "Malcu di Crita", lo stesso cui Pietro aveva reciso l' orecchio in occasione dell'arresto, apprestandosi a picchiare Gesù, venga da Questi pietrificato nella mano e nel torace. Nel 1998 il gruppo è stato sottoposto ad un restauro integrativo; giova sottolineare che nel 1990 è stata purtroppo sostituita la settecentesca e preziosa aureola del Cristo, con una nuova, eccessivamente vistosa a forma di cristallo di neve.
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- Testo a cura del dott. Beppino Tartaro.
- Foto a cura del dott. Francesco Stanzione.






Esprimo i miei più doverosi e sentiti ringraziamento ai carissimi amici Beppino Tartaro e Giovanni Cammareri per avermi concesso di pubblicare il presente materiale documentario e fotografico sulla Settimana Santa di Trapani.